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ZITTI E BUONI(?)

Zitti e buoni, Frase che fa riflettere. I Maneskin ci raccontano una rabbia che in pochi hanno il coraggio di tirare fuori ultimamente.
Zitti e buoni, Frase che fa riflettere. I Maneskin ci raccontano una rabbia che in pochi hanno il coraggio di tirare fuori ultimamente.

Zitti e buoni?

Frase che fa riflettere.

Parole che raccontano una rabbia che in pochi hanno il coraggio di tirare fuori ultimamente.

Un testo rock, maledetto e controcorrente di una band che, può piacere oppure no, ha le palle.

Perchè a Sanremo spesso si va con violini e piano, si va cantando l’amore e raccontando storie.

Si va con il cuore infranto e le finte lacrime.

E invece no.

Loro sono “fuori di testa ma diversi da loro”.

Diversi da chi in questa pandemia ha fatto finta di niente.

Diversi da chi, davanti alle difficoltà mette la testa sotto il cuscino.

Davanti alle salite torna indietro perché la fatica spaventa più della voglia di farcela.

E finge.

Finge di sapersi controllare. 

Finge di sapere cosa fare, pensare e dire.

Si vanta di successi e risultati con video su piscine e auto noleggiate.

Si parla addosso, per non dire altro, e poco in realtà ha da raccontare.

E i Maneskin sono altro in questo tanto atteso e incazzato Sanremo.

Loro non stanno zitti e buoni.

Come la maggiorparte della gente, in questo momento, sta facendo.

Perchè conviene stare zitti e buoni.

Conviene rimanere seduti e in silenzio.

La rabbia è un’emozione faticosa che ti spinge ad agire, non a dormire o poltrire sul divano.

La rabbia è un’emozione nobile perché è l’allarme naturale di ciò che ritieni ingiusto e sbagliato.

Ti sveglia dalla silenziosa disperazione, e ti fa prendere a calci il portone dell’ipocrisia che si insinua dentro l’essere umano medio.

Quello che non vive, quello che sopravvive.

Quella mediocre umanità che parla, purtroppo parla “ma non sa di che cazzo parla”.

E loro, i Maneskin, invece lo sanno cosa dicono.

Con lo sguardo autentico, la rabbia consapevolmente canalizzata e una padronanza emotiva che va oltre la centratura e la consapevolezza di un artista.

Fino a finire il fiato.

Fino a digrignare le parole.

Ma con l’arroganza di chi, sul quel palco, ci vuole stare.

Loro non cantano e non suonano.

Loro gridano.

A squarciagola e senza remore.

Urlano quanto dietro ad un momento difficile, stare zitti e buoni a volte serve a poco.

Quando ti manca l’aria e sei in apnea da troppo tempo, bisogna avere il coraggio di andare a galla e riemergere dagli abissi dell’omertà.

Bisogna agire col cuore, con le unghie e coi denti.

E far uscire senza paura ciò che abbiamo dentro.

Muovere con parole e azioni ciò che realmente vogliamo, insomma: tirare fuori i c*.

Perchè non sempre si può tacere.

zitti e buoni

Non sempre si può stare zitti e buoni.

Perchè la rabbia repressa può trasformarsi in solitudine, depressione e assenza.

E’ un’ira costruttiva quella dei Maneskin.

Ragazzi giovani ma d’esempio. 

Millennials che dimostrano e mostrano quanto non sia la generazione ad essere sbagliata.

Sono le credenze limitanti, i discorsi inutili e i continui lamenti che poi non portano niente.

Ed è musica per le mie orecchie di coach.

Perchè io il coraggio lo ho trasformato in lavoro, contro tutto e tutti.

Contro chi ti dice che le seghe motivazionali non servono.

Che la crescita personale è una cavolata.

Contro chi ti critica e ti giudica.

Ma poco, dentro si guarda.

Io, dentro il mio inferno ci sono stata. 

Ci sono caduta e mi ci sono persa.

Poi ho scelto di risalire e di avere la cazzuta voglia di vivere.

Ho avuto il coraggio di continuare a svolgere con professionalità una professione difficile da capire ma in cui credo.

Ho deciso di portare speranza e consapevolezza ed infondere forza, nonostante il periodo attuale aiuti poco.

Nonostante i rifiuti e le risate di loro

E nelle parole dure e incazzate dei Maneskin mi ci sono ritrovata, mi sono sentita a casa.

La casa in cui abitano proattività, azione e decisione.

Quella che crea rivoluzione e cambiamento.

Troppo facile aspettare l’applauso quando il sipario si apre.

Chi ha il coraggio di iniziare a cantare quando tutti sbadigliano?

Chi decide di continuare lo show davanti ad una platea vuota e col rumore lontano di fischi che echeggia?

Buonasera signore e signori,

Siamo i Maneskin e siamo fuori di testa, ma diversi da voi.

Perchè?

perchè noi ci crediamo tanto nel fare il grande salto e abbiamo il coraggio di farlo.

Sipario.

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Emanuela Caiano
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