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Earth Law: Emerging Ecocentric Law—A Guide for Practitioners

La natura ha diritto di esistere

Molte culture tradizionali hanno sempre sostenuto ed individuato la Natura come un soggetto da considerare in sé, e non solo come un insieme di risorse di cui appropriarsi ed al massimo rispettare.
Molte culture tradizionali hanno sempre sostenuto ed individuato la Natura come un soggetto da considerare in sé, e non solo come un insieme di risorse di cui appropriarsi ed al massimo rispettare.

Quante volte, durante una passeggiata in un luogo incontaminato, abbiamo avvertito la regalità della Natura: una forza immanente attorno a noi, una sensazione interiore di benessere fisico ed emotivo altamente rigenerante.

Questi aspetti sensibili sono spesso in contrasto con il nostro quotidiano e moderno modo di vivere, molto più improntato su una esigenza di consumo, produttività ed efficienza che di ascolto.

Nel suo cammino evolutivo l’Uomo ha progressivamente utilizzato le sue abilità per migliorare le condizioni di vita, andando spesso contro quello che era un equilibrio naturale già precostituito.

Sino ad oggi l’uomo si è confrontato con il limite dello sfruttamento delle risorse naturali.

natura

Si è generato un contrasto tra progresso e natura.

E si è generata anche la convinzione che questo contrasto sia insuperabile. Ma andiamo per gradi.

Alimentazione, igiene, sviluppo e sicurezza sono state le necessità più urgenti e, quindi, le prime poste al centro delle attenzioni giuridiche.

Solo qualche decennio fa, con l’evidenza degli impatti negativi delle attività umane, si è cominciato a configurare un effettivo interesse verso l’ambiente in cui viviamo.

Fino a che punto possiamo stravolgere gli equilibri della natura?

Fino a che punto possiamo sfruttare le risorse ambientali?

La prima vera normativa propriamente ambientale in Italia è la cosiddetta “legge antismog” del 1966, seguita da quelle sulle sostanze pericolose e l’inquinamento idrico.

La tutela del territorio, invece, era fortemente legata soltanto al profilo estetico in quanto le bellezze panoramiche da proteggere erano quelle “considerate come quadri naturali”.

Successivamente verso gli anni ‘80 il quadro si fa più sistematico, iniziano a comparire Trattati e Carte internazionali, in Italia viene istituito il Ministero per l’Ambiente.

Si scoprono molti punti problematici: il tema ambiente è ampio ed interconnesso con tanti aspetti dell’esistenza.

Non è questa la sede per rassegnare la normativa.

Quello che interessa è evidenziare come, pur essendosi ampliato il raggio di tutela giuridica dell’ambiente, ancora oggi questa mira per lo più a proteggere la natura umana ed un’utilizzazione accorta e ragionevole delle risorse naturali.

E’ sufficiente una normativa che considera la natura soltanto per il suo senso utilitaristico per l’uomo, come la conservazione delle risorse, il mantenimento della qualità della vita?

No.

Tale approccio razionale non riesce a tenere conto delle istanze più profonde della Natura, intesa come forza vivente in se.

La Natura è viva

Molte culture tradizionali hanno sempre sostenuto ed individuato la Natura come un soggetto da considerare in sé, e non solo come un insieme di risorse di cui appropriarsi ed al massimo rispettare.

Oggi sta succedendo qualcosa di straordinario, che potrebbe anche portare al superamento del colossale diverbio che vede in contrasto lo sfruttamento ed il progresso con il rispetto ecologico.

Ultimamente, in giro per il mondo sono emersi dei riconoscimenti giuridici rivoluzionari che hanno sancito la legittimità della Natura come entità vivente…  un vero e proprio soggetto normativo!

L’Ecuador e la Bolivia hanno introdotto nelle loro Costituzioni il riconoscimento della soggettività giuridica della Natura; a cui vengono riconosciuti i suoi diritti: il mondo naturale ha diritto di esistere, di essere preservato e rigenerarsi.

natura

In Nuova Zelanda il Parco Nazionale Te Urewera, è stato riconosciuto persona giuridica nel 2014.

Anche laghi e fiumi hanno ottenuto personalità giuridica: in India, in Nuova Zelanda, in Colombia, in Ohio, in Bangadesh….

Se il primo Stato a sancire il riconoscimento è stato l’Ecuador nel 2008, l’idea della personalità giuridica alla Natura era stata sviluppata per la prima volta da Christopher D. Stone, professore dell’University of Southern California, che già nel 1974 sosteneva come questo processo avrebbe portato due benefici importanti alla natura: nessuno l’avrebbe più potuta lecitamente possedere e sarebbe stata rappresentabile nei tribunali.

Ci sono voluti decenni e percorsi tortuosi, ma adesso la visione di Stone sta assumendo contorni significativi.

Acquisire personalità giuridica per la Natura significa che le azioni legali possono essere intentate per conto della natura stessa, senza bisogno di dimostrare alcun tipo di danno per gli esseri umani.

Sono passi per un bellissimo progresso normativo, che rispecchia una attenzione a ciò che è più sottile, ovvio, e necessario, e che non fanno altro che riportare all’attenzione un aspetto fondamentale quanto immanente: l’intrinseca vitalità della Natura.

Quanto è ancora accesa dentro noi la consapevolezza del complesso sistema vivente della Natura?

Il risveglio normativo sul tema da speranza. La nostra, autonoma ed individuale consapevolezza interiore, ne darà la certezza del suo pieno riconoscimento, in fatto ed in diritto!

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