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FERRAGNI AGAINST VIOLENCE

Chiara Ferragni non ha bisogno di presentazioni. Il suo manifesto Instagram si intitola «Essere donna nel 2020» e rappresenta un suo punto di vista sui continui casi di violenza sulle donne.
Chiara Ferragni non ha bisogno di presentazioni. Il suo manifesto Instagram si intitola «Essere donna nel 2020» e rappresenta un suo punto di vista sui continui casi di violenza sulle donne.

Chiara Ferragni non ha bisogno di presentazioni.

E nei suoi appunti pieni di inchiostro e rabbia verso una società ancora troppo maschilista a suo avviso, dichiara che «questo è il momento di cambiare». 

Il suo manifesto Instagram si intitola «Essere donna nel 2020» e rappresenta un suo punto di vista sui continui casi di violenza sulle donne.

La modella dichiara senza troppi filtri e in modo chiaro e preciso che lei stessa è destinataria di lettere e messaggi scritti da centinaia di ragazze che le confidano abusi, soprusi e spesso l’assenza di coraggio, quel coraggio che serve per denunciare uno stupro. 

Per paura.

Per le troppe paure di giudizi, pregiudizi, reazioni o sensi di colpa di << quella gonna troppo corta, quel bicchiere di troppo o il rientro a casa troppo tardi».

Cattive ragazze?

Provocazione?

Ingenuità?

Agli occhi degli altri.

Solo ed esclusivamente agli occhi superficiali di chi crede ancora che uno stupro si possa evitare, una violenza si possa nascondere e una donna intelligente in quelle situazioni, se davvero è intelligente, possa scegliere di non mettersi.

Basta!

Basta e ancora basta!

<<E’ ora di cambiare la prospettiva, dobbiamo farlo per noi e per le nostre figlie», dice l’influencer in dolce attesa di una bambina.

E poi attacca con veemenza l’ancora società troppo maschilista e patriarcale.

Attacca i media che troppo spesso rappresentano una realtà errata, distorta e confusa.

Rendendoci ignoranti e deboli, invece di informarci in modo differente.

Creando una realtà surreale, fatta di lustrini, luccichii e glitter che abbagliano, invece di farci brillare.

Cara Ferragni mi hai stupito, lo ammetto.

Le tue parole decise e semplici mi hanno davvero stupito.

Da te che ci si aspetta sempre un bel culo e bei capelli( perdona il francesismo) questa volta hai mostrato le palle.

Le palle di chi ha un’influenza su tante persone e che utilizza la sua popolarità per dare un messaggio forse banale, ma solo sulla carta.

ferragni

Perchè è vero, nonostante lotte e manifesti apparenti, la società talvolta resta cieca e omertosa di fronte alla violenza.

Le notizie spesso mettono di mezzo gelosie e connotazioni assurde di episodi violenti e brutali che dovrebbero esclusivamente essere raccontati per quello che sono: VIOLENZE!

 «Si sposta la colpa dall’aggressore alla vittima con delle frasi del tipo “come eri vestita”, “eri ubriaca”. Ho letto piangendo l’esperienza di tante ragazza che mi hanno scritto dopo la sentenza della Cassazione che ha ritenuto consenziente una vittima di stupro che indossava jeans aderenti, perché sarebbe stato impossibile sfilarli senza il suo consenso».

Con queste parole di Chiara Ferragni, mi chiedo se sia davvero opportuno parlare di victim blaming o slut-shaming

MI chiedo se le tante ragazze vittime reali di abusi, non siano portate ad avere paura di denunciare una violenza per non essere giudicate ….colpevoli, leggere o addirittura “facili”.

Mi  chiedo quanto un NO possa essere frainteso o giudicato.

Ed infine una domanda la faccio io a voi… in fondo da una coach, non potreste aspettarvi altro:

in che modo un NO SECCO ad un rapporto sessuale  è così interpretabile?

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