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Cambiare le abitudini disfunzionali con volontà e disciplina

Come possiamo cambiare i comportamenti e le abitudini quotidiane che non ci piacciono di noi stessi?
Come possiamo cambiare i comportamenti e le abitudini quotidiane che non ci piacciono di noi stessi?

Cosa ci rende così difficile cambiare le nostre abitudini più disfunzionali per il nostro bene e per quello di chi ci è vicino?

Come mai una cosa così chiara nella nostra testa, non si traduce in un’azione incisiva e definitiva?

Tutti noi ci troviamo quotidianamente a combattere con comportamenti e abitudini che non ci piacciono di noi stessi e che non riusciamo a sconfiggere; anche come operatori, ci troviamo spesso di fronte a clienti che hanno i nostri stessi problemi a cambiare e non riescono a farlo.

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Su questo, ci sentiamo tutti in colpa, come se “non riuscire” fosse collegato alla nostra scarsa volontà.

Noi sappiamo che la reale modificazione di una cosa, di un’emozione, di un meccanismo interiore, deriva solo in parte dal volerla modificare, e che si raggiunge solo in seguito ad un processo di consapevolezza interiore che la renda parte di noi.

Quando si diventa consapevoli di un processo o di una verità, questa smette di essere qualcosa con cui combattere, qualcosa su cui dobbiamo concentrare la nostra volontà; diventa la fase finale del percorso di acquisizione di una competenza. Si diventa inconsapevolmente competenti, e non c’è più alcun lavoro da svolgere per mantenerla.

Ma come si arriva ad essere inconsapevolmente competenti?

L’abitudine ad un una credenza o a un comportamento è qualcosa che arriva da lontano, dalle acquisizioni infantili.

Credenze e comportamenti sono entrambi strategie di sopravvivenza che abbiamo fatto nostre per gestire le aspettative delle relazioni con le persone importanti della nostra vita: abbiamo imparato a pensare e ad agire in un determinato modo perché ci ha permesso di superare le difficoltà del vivere.

Queste abitudini, utili allora e spesso inutili oggi, sono così radicalmente parte di noi che è difficilissimo gestirle e modificarle.

Il nostro sistema limbico conserva ogni nostra strategia di sopravvivenza vincente, sia imparata da noi, che acquisita da chi l’ha utilizzata prima di noi: le strategie dei nostri predecessori le ha iscritte nei nostri geni, quelle che abbiamo imparato ad utilizzare si sono rafforzate in cluster neurali che ne facilitano l’utilizzo.

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Possiamo capire, quindi, come possa essere complesso cambiare tali abitudini mentali.

Eppure vorremmo con tutto il nostro cuore portare fino in fondo i nostri propositi: vorremmo gestire meglio il nostro peso, fare un’attività fisica costante, avere maggior autostima, imporre la nostra volontà, essere più comprensivi e meno giudicanti.

Se abbiamo questi desideri, siamo già un passo avanti a chi questi problemi non se li pone o ha deciso a priori che non si potranno modificare.

Volere, è il primo passo per cambiare

Ma, che cosa vogliamo veramente?

A volte non siamo per niente chiari su ciò che vogliamo.

Vogliamo gestire il nostro peso, ma non riusciamo a rinunciare a certi alimenti, alle quantità o a certe abitudini.

Desideriamo avere un fisico migliore, ma ci fa fatica svegliarci per fare palestra, cambiare i nostri orari, accettare la fatica degli esercizi.

Vogliamo avere maggiore stima di noi e continuiamo a guardarci con gli occhi degli altri (che poi sono gli stessi occhi di chi per primo ha dubitato delle nostre qualità).

Vogliamo farci sentire dal nostro partner, ma siamo spaventati dalle sue reazioni o ci dispiace ferirlo.

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Volere qualcosa porta con se dei vantaggi, ma anche degli svantaggi, può significare fare delle scelte che possono essere impegnative.

Abbiamo chiaro cosa ci guadagniamo e cosa ci perdiamo, in quel cambiamento?

Noi riusciamo a cambiare le cose solo quando i costi/benefici sono a vantaggio del cambiamento.

Questo significa che dobbiamo capire quanto sia svantaggioso e doloroso restare nel vecchio modello, e quanto sia vantaggioso e piacevole cambiare.

Esercizio

  • Focalizziamoci su una cosa che vorremmo cambiare.
  • Facciamo un elenco di almeno dieci ragioni per cui questo è doloroso.
  • Alziamoci, facciamo un inchino, un salto, una giravolta, e rimettiamoci a sedere.
  • Pensiamo adesso a dieci ragioni per cui vale la pena cambiare. Dieci cose per cui è bello cambiare e che ci rende più felici.

Capire perché vale la pena cambiare è il secondo passo

Il nostro primo impulso al cambiamento è dovuto ad un dolore che non vogliamo più provare.

Noi diventiamo capaci di lavorare per il cambiamento quando il vecchio comportamento, la vecchia credenza diventano portatrici di un dolore insopportabile, quando ci è insostenibile continuare a tradire noi stessi o gli altri con quei comportamenti e quelle credenze.

Rendersi conto di tradire i propri valori più alti può darci la spinta a migliorare noi stessi.

Se in quel momento poi abbiamo una chiara visione di ciò che di meraviglioso raggiungeremo nel cambiare, tutto sarà più facile.

Dobbiamo però accettare che come per ogni dipendenza, anche nella dipendenza verso determinate credenze e determinati comportamenti dovremo passare attraverso il dolore, e perseguire con forza nel nostro bell’obiettivo; se sentiremo l’urgenza del cambiamento, se capiremo quanto ci sta costando restare immobili, e all’opposto quanto è meraviglioso fare quel passo, ce la faremo.

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Esercizio

  • Tornate alla lista delle cose più dolorose. Scegliete in questa lista la più dolorosa di tutte, la cosa che più vi fa star male, che tradisce i vostri più grandi valori, che vi rende peggiore, e scrivete accanto perché è la cosa peggiore per voi.
  • Alzatevi, fate un inchino, un salto, una giravolta e rimettetevi a sedere.
  • Scegliete nelle dieci cose belle, la più bella, quella che vi rende migliore, quella che vi fa sentire maggiormente in pace, forte, e scrivete accanto perché è la cosa migliore per voi.
  • Scrivete su un foglietto la cosa peggiore e su un altro foglietto la cosa migliore.
  • Mettete su una mano la cosa peggiore e nell’altra, la cosa migliore: concentratevi, sentite la differenza di energia tra le due cose. Se questa non è sufficiente, scrivete accanto alla cosa negativa, le cose peggiori che non avete ancora detto, e accanto alla cosa migliore, le cose più belle che ancora non avete detto. Fino a quando percepirete che il foglio delle cose belle è più potente del foglio con le cose negative.

Costruire passo passo “il nuovo” è il terzo passaggio

Quante volte abbiamo iniziato a mangiare in modo più equilibrato? E quante abbiamo iniziato ad andare in palestra o a correre?

Quante volte abbiamo cercato di fare le cose diversamente, a comportarci diversamente e abbiamo fallito?

Questo è successo perché non avevamo valutato quanto oggettivamente fosse difficile ciò che ci siamo proposti.

Non ci siamo resi conto di quanto avessimo realmente da lavorare su noi stessi.

Nella nostra mente le cose sembravano più semplici, e ci sentivamo motivati, capaci, abbiamo pensato di avere una forza e degli strumenti che non avevamo ancora; quando abbiamo iniziato a fare concretamente le cose, ci siamo scontrati con un muro durissimo e abbiamo fallito.

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Per riuscire a cambiare, dobbiamo partire da come siamo oggi, non da come vorremmo essere.

Noi abbiamo le forze di chi siamo oggi, non di chi saremo domani.

Per cui, dobbiamo fare i passi adeguati alle nostre forze; accettando che quelle attuali sono le nostre uniche forze.

Allora, un passo per volta; un piccolo passo per volta che ci faccia raggiungere un piccolo traguardo da cui partire per il passo successivo. Ogni passo fatto, è un successo, e quel successo ci rende più forti, e possiamo ripartire verso un nuovo successo: è così che i nostri successi diventeranno storia nella nostra vita.

Esercizio

  • Scrivete il vostro obiettivo e perché lo volete raggiungere.
  • Scrivete i dieci passi che farete per aggiungere il vostro obiettivo.
  • Per ogni passo scrivete il vostro obiettivo, quali problemi potrete incontrare, cosa farete concretamente per raggiungerlo ed entro quanto tempo volete raggiungerlo.
  • Iniziate ad agire. Ora. E portate sempre con voi la forza dell’obiettivo finale che raggiungerete.

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