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N.A.I.P. – il futuro della musica italiana riparte da lui

N.A.I.P. significa Nessun Artista In Particolare, anche se dietro questo acronimo esiste uno degli artisti italiani più innovativi.

Siamo arrivati alla finale di Xfactor 2020, e forse come non mai in questa edizione abbiamo visto proposte musicali degne di essere chiamate tali.

Amo la musica, e cerco di spaziare su vari generi anche lontani tra loro; ma ultimamente con l’avvento della Trap e del pop commerciale stavo davvero iniziando a perdere la speranza di sentire davvero qualcosa di nuovo.

Devo confessarvi che ogni anno ad Xfactor tifo sempre la categoria gruppi, se non altro perchè sono quasi sempre gli unici a fare musica con la M maiuscola.

Ma nel tempo mi sono reso conto che i miei gusti non erano condivisi dalla maggioranza.

Ed inevitabilmente i voti di chi come me apprezza un buon riff di chitarra distorta o una voce non pulita purtroppo contano poco nella massa.

Negli anni poche eccezioni hanno rotto la monotonia del mercato musicale italiano.

Quindi quando ho visto le audizioni di N.A.I.P. ho subito pensato che sarebbe stata l’ennesima occasione persa.

N.A.I.P.

La musica in cammino con N.A.I.P.

E invece, rullo di tamburi, non solo è andato avanti, ma ha pure raggiunto la finale.

Ok.. ma come ha fatto???

Beh semplice, facendo vedere cosa significhi essere un artista tondo, a 360 gradi, in grado di affascinare chiunque lo guardi suonare.

Lui è un incantatore e noi i suoi serpenti, incantati da così tanta bravura.

Lo voglio dire chiaramente LUI MERITA DI VINCERE, perchè alla musica italiana farebbe bene qualcuno che la prenda a calci nel c**o; per ricordare a tutti gli artisti che fare musica significa innovare, scoprire, sperimentare.

N.A.I.P. – L’asso nella manica che non ti aspetti

Ma chi è N.A.I.P.?

Un genio o un pazzo direbbe qualcuno, un folle o un attore direbbero altri.

Un essere umano con una chiara esigenza di esprimere la sua visione del mondo attraverso suoni che solo lui poteva vedere, dico io.

Immagino che davanti ad artisti che rovesciano le “regole” siano più semplici i fischi che gli applausi.

Eppure, non nego con mio enorme stupore, sembra essere riuscito a coinvolgere persone che immagino essere molto lontane dalla sua visione della musica.

Ed è riuscito a fare questo attraverso la sua lucida e chiara visione musicale.

Lui è un post-strumentista, cioè per dirla in parole povere fa musica con tutto e con niente.

Il suo concetto di strumento va ben oltre l’oggetto fisico o il suono che può produrre.

Tutto ciò che tocca diventa oro, anzi diventa N.A.I.P. perchè qualsiasi cover diventa un modo per esprimere se stesso.

Vi dico questo perchè si è confrontato con canzoni pop, rock, punk, senza mai sbavare una singola interpretazione e trasmettendo sempre il suo messaggio musicale.

La cosa più bella è che le sue canzoni sono così complesse da ascoltare che è necessario guardarlo mentre le interpreta per avere il quadro completo della sua genialità.

Non voglio fare un paragone azzardato, ma vedere N.A.I.P. che esprime la sua arte è paragonabile alla prima volta che, in un club malfamato hanno visto suonare la chitarra ad Hendrix..

Lo so che sono estremo, ma lui è estremo e capace di ribaltare la vostra concezione della musica.

N.A.I.P.

L.P.O.M. e finalmente anche in italia torniamo a fare rock!

Come ho detto questa edizione di Xfactor 2020 è sicuramente una delle più interessanti degli ultimi anni, quindi come non potrei raccontarvi dei L.P.O.M. ?

E sì, perchè oltre all’enorme N.A.I.P. il genio della lampada o gli incroci stellari hanno voluto che sul palco arrivassero pure quei due pazzi dei L.P.O.M.

Sarà una caso, ma i due artisti che dovrebbero vincere e che cambieranno il mercato musicale italiano si presentano con un acronimo come nome.

Sarà un caso, ma entrambi gli acronimi hanno quattro lettere.

Non credo al caso, quindi parliamo di due artisti che sanno fare musica, forse proprio perchè non credono al caso ma allo studio della loro passione.

I Little Pieces Of Marmelade ( i piccoli pezzi di marmellata ) sono esattamente l’eccezione che conferma la regola.

Cioè, fatemi spiegare…

Fanno casino come una band rock.. e sono solo in due!

Il cantante ha una voce pazzesca e non perde un colpo… ed è il batterista!

Che altro?

A si, hanno una sonorità che difficilmente credevo possibile in Italia vista la nostro atavica repressione delle musicalità troppo rock.

E ultima ma fondamentale, anche loro sono amati da un pubblico che non credevo li c*****e più di tanto.

Ma guarda guarda che anche in Italia alla gente piace il rock duro, fatto di sonorità difficili e che ti fa muovere tutte le cellule.

Che lo vogliate o meno, questi ragazzi vi fanno muovere la testa, perchè le frequenze delle loro canzoni sono musica per le vostre emozioni.

Una finale che non voglio perdere

Ed ecco che contro tutti i pronostici avremo una finale che davvero non voglio perdermi, perchè ci sarà sicuramente della bella musica.

Certo non potevano mancare due esponenti della categoria pop/trap/melodic ecc.. di cui, nonostante la loro innegabile bravura, faremmo anche tranquillamente a meno.

Ma tranquilli ci saranno anche loro, due pazzi e matto che rischiano di far arrabbiare molti genitori per il volume sparato con il quale si ascoltano le loro canzoni.

Con la loro assenza di regole dettate da una visione stereotipata di musica.

E se vi dico che i L.P.O.M. hanno detto che se andavano in finale avrebbero suonato nudi, non posso immaginare cosa tirerà fuori dal cilindro N.A.I.P.

Non ci resta altro che aspettare l’ultima puntata di Xfactor 2020, sperando che per una volta la gente si spinga oltre il proprio cortile.

Perchè la spinta di cambiamento che la musica italiana ha bisogno passa da quattro semplici lettere che formano un anagramma e che possono cambiare, davvero, questa triste normalità.

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Michele Quadernucci
Laureato in Sviluppo economico, Cooperazione internazionale e Gestione dei conflitti presso l’Università degli Studi di Firenze, ha ampliato le sue competenze con un diploma triennale di Counseling psicosomatico ad indirizzo comunicativo, olistico, integrato. Ha proseguito le sue formazioni nel campo della formazione e del benessere ottenendo l’Internazional NLP Coaching Certification di Grinder, Bostic e Frausin e diventando formatore nell’uso delle LifeSkills. Lavora per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva nel contesto educativo e formativo, usando la gestione dello stress e delle emozioni come base per una didattica innovativa; negli anni ha sviluppato modelli di lavoro sulle emozioni e sulla didattica legati alle LifeSkills e all’intelligenza emotiva, che permettono di ottenere risultati eccellenti, ecologici e ripetibili.