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IDENTITA’ DI GENERE – Essere se stessə

L’identità di genere è una delle componenti dell'identità sessuale insieme a sesso biologico, ruolo di genere e orientamento sessuale.
L’identità di genere è una delle componenti dell'identità sessuale insieme a sesso biologico, ruolo di genere e orientamento sessuale.

Il diritto di esistere, di avere un’identità.

Se pensi che quella specie di e rovesciata sia un errore di battitura non è così.

Si chiama schwa ed è una lettera che viene usata per rendere il linguaggio inclusivo e rappresentativo di ogni identità di genere.

Per alcune persone non vi è neppure un riconoscimento linguistico, semplicemente non esistono.

Il 20 novembre è il TDoR, il Transgender Day of Remembrance, e il mio modo per ricordare le vittime di omicidio o suicidio in quanto persone transgender è quello di spendere due minuti a spiegare che cos’è l’identità di genere. 

Credo che per evitare che vi siano altre vittime dell’odio, della persecuzione, della discriminazione transfobica e transnegativa occorra fare informazione e educazione. 

“Sapere è potere” per me non è solo uno slogan.

identità

Che cos’è l’identità di genere?

L’identità di genere è una delle componenti della identità sessuale insieme a sesso biologico, ruolo di genere e orientamento sessuale. 

Possiamo dire che l’identità di genere è la dimensione dell’identità sessuale influenzata dal sesso biologico ma che si riferisce di più al nostro essere psicologico, al modo in cui possiamo percepirci, riconoscerci come uomini o donne. O come nessuno o entrambe. 

Rappresenta un percorso, che la persona fa mettendo insieme i suoi pezzi biologici con i suoi pezzi psichici nonché le influenze socioculturali di dove vive e cresce.

Moltissime persone hanno una identità di genere che trova accordanza con il sesso. Queste persone si definiscono cis-gender. 

Per altre persone il percorso è differente e il fenotipo (l’aspetto corporeo) non è in accordo con l’identità di genere.

Non è un errore della natura. È una varianza. 

La natura non è banale, ripetitiva e rigida come noi la pensiamo e introduce varianze dalla norma molto frequentemente.

Non è patologia è semplicemente un processo della natura.

Nel caso sesso biologico e identità di genere non siano concordi, alcune persone, ma non tutte, possono sentire il desiderio di adeguare il proprio corpo alla loro identità di genere attraverso l’assunzione di ormoni e/o interventi di chirurgia di riassegnazione del sesso.

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Quando si usa il termine transessuale si parla di persone che hanno, appunto, transitato da un sesso fenotipico all’altro.

Ci sono uomini transgender a cui alla nascita è stato assegnato il sesso femminile ma che hanno una identità di genere maschile, e ci sono donne transgender che pur essendo nate con genitali attribuiti al sesso maschile (il sesso si assegna alla nascita in base ai genitali) hanno una identità di genere femminile, che però non sono transessuali e scelgono di non fare, o di fare solo parzialmente la transizione medica.

Tornando al linguaggio non confondiamoci. 

Uomo e donna si riferiscono alla identità di genere e non al sesso biologico o ai genitali.

Eccoci a un primo però. 

Non tutte le persone hanno una identità binaria.

Vi sono persone che non si identificano in un solo genere o che si identificano in entrambe i generi, o ancora, in nessuno dei due generi. 

In questo caso l’identità di genere è non binaria.

In alcune Nazioni si riconosce il così detto terzo genere che, a mio parere, non è una dicitura del tutto corretta ma è già un tentativo di riconoscimento di realtà esistenti e fatte di vite reali di persone.

Lo so, credetemi, che sembra un gran casino ma permettetemi di dirvi come ho fatto io a districarmi in questo caos.

Prima di tutto ho accettato il fatto che il caos fosse mio e non delle persone transgender, transessuali e non binarie e che dunque fosse mia responsabilità e mio dovere di essere umano di comprendere altri esseri umani.

Dunque, finito il corso sulle disforie e varianza di genere ho iniziato a frequentare un gruppo di persone Transgender e ho iniziato ad ascoltarle, a conoscerle, a intessere relazioni. 

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Le mie certezze di quasi cinquantenne cis-genere, cresciuta in un mondo binario dove si è maschi o femmine, si sono ricomposte in reali concreti esseri umani che con la narrazione delle loro esperienze, con il loro raccontarsi nelle gioie e nei dolori, col loro essere nel mondo anche semplicemente mangiando una pizza e facendo un aperitivo sono diventate piano piano parte del mio quotidiano. 

Quando una cosa diventa usuale,

quando oltre le definizioni e le etichette quella cosa esiste e diventa parte del nostro mondo,

tutto diventa comprensibile, nel senso che possiamo prenderlo con noi. 

Sto imparando molto sulla mia identità di genere e sulla mia identità sessuale;

prima di tutto a non dare mai per scontato che le lenti che uso per guardare le cose siano le uniche lenti possibili.

Le definizioni oltre a non descrivere tutto il possibile sono anche una gabbia che spesso ci limita. Utile per darsi un linguaggio comune ma mai per descrivere la complessità del reale.

Le persone che ricordiamo nel TDoR erano reali e sono morte perché erano semplicemente loro stesse e perché nessuno le vedeva.

Io vi vedo. 

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Anna Bernardi
Dal 1996 sono Infermiera e già dai primi anni di lavoro mi sono accorta che la parte che amavo coltivare del lavoro era quella relazionale La mia curiosità mi ha spinta verso lo studio di modi differenti e integrati del prendersi cura delle persone e il mio incontro con la Dott.ssa Balconi Loredana e il Dott. Alessandro Quadernucci e la loro Accademia del NEI(Integrazione Neuroemozionale) prima, e poi con la Dott.ssa Milena Screm e il suo modello di Breathwork e counseling a mediazione corporea  mi hanno permesso di dare forma e sostanza professionale a questa mia passione. Fra i mille corsi più o meno lunghi di mindfulness, gestione del dolore, comunicazione, master per conduzione di gruppi e gestione delle coppie in counseling ho incontrato la sessuologia che ho approfondito presso una delle più vecchie scuole di sessuologia, il CIS-Centro Italiano di Sessuologia., dove ho conseguito il titolo di Consulente sessuale dando struttura e sostegno a un ambito di cui mi occupavo da anni come professionista e come persona.