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Decreto di Legge Zan: un passo verso la civiltà

Lenti passi verso una civiltà compiuta: approvata alla Camera il 4 novembre 2020 la legge contro l’omotransfobia.
Lenti passi verso una civiltà compiuta: approvata alla Camera il 4 novembre 2020 la legge contro l’omotransfobia.

Lenti passi verso una civiltà compiuta: approvata alla Camera la legge contro l’omotransfobia (del San).

Il 4 Novembre scorso, con 265 voti favorevoli, 193 contrari, uno astenuto, è stata approvata alla Camera la legge contro l’omotransfobia e contro le discriminazioni.

La legge prevede misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati all’identità di genere, all’orientamento sessuale e alla disabilità. 

Il testo di legge, attraverso i suoi 10 articoli, introduce nuovi reati ed istituisce la giornata nazionale contro l’omotransfobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, fissata per il 17 maggio.

E’ prevista, anche, l’istituzione di centri a tutela delle vittime della discriminazione.

equality legge

Si tratta del cosiddetto D.D.L. Zan, dal nome del deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, che per la stesura  aveva preso spunto da 5 proposte precedenti. 

Il disegno di legge passerà, ora, all’esame del Senato, dove sono più esigui i numeri della maggioranza. L’obiettivo è quello di mantenere il D.D.L. invariato, evitando così un ritorno alla Camera.

Se dovesse essere approvato in via definitiva, l’articolo principale della legge estenderà i crimini di odio, previsti dalla cosiddetta legge Mancino del 1993, ai reati per omotransfobia, misogina ed abilismo.

Come sempre quando si tratta di una legge sui  diritti civili, lunga ed impervia sembrerebbe la strada che porta al suo compimento.

La discussione generale alla Camera era iniziata lo scorso 3 Agosto.

Le opposizioni, guidate da Lega e Fratelli di Italia, fra i vari emendamenti  depositati (più di 800!) avevano presentato anche l’eccezione di costituzionalità, con riferimento all’articolo 3 della Costituzione, che sancisce e tutela il diritto di opinione.

E’ chiaro l’intento ostruzionista.

A quel punto Alessandro Zan aveva fatto sapere che per la discussione e la votazione preliminare sull’eccezione di costituzionalità si sarebbe dovuto attendere settembre, dopo la pausa estiva.

Ad inizio settembre si è deciso per un ulteriore rinvio ad ottobre.

Il disegno di legge era tornato alla Camera il 27 ottobre, con scrutinio segreto, vennero approvati i primi 5 articoli e respinti centinaia di emendamenti. La discussione era ripresa martedì 3 novembre.

legge zan

Mercoledì scorso si è arrivati all’approvazione definitiva, non senza polemiche strumentali, fuori luogo e vergognose, indegne di un Paese civile; cosa che tra l’altro dimostra quanto fosse necessaria questa legge.

Molti deputati hanno parlato di legge liberticida e bavaglio, continuando, a sproposito, a parlare dell’articolo 3 della Costituzione.

Strano, davvero strano (forse, a parer mio, inopportuno) che custodi della Costituzione (e della difesa della libertà di opinione e del libero pensiero addirittura!!!!) siano gli eredi del fascismo e di Almirante….

Le opinioni personali non sono in discussione.

Questo Decreto di Legge non le vieta.

Nessun bavaglio. Nessun attentato al libero pensiero.

Ciò che decreta il D.D.L. Zan è, in caso di aggressione fisica o verbale, l’aggravante omofoba: nessuno/a  deve essere discriminato/a in base al proprio orientamento sessuale.

Troppe le violenze a danno di chi semplicemente ama una persona del suo stesso sesso.

O di entrambi i sessi (Io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi, ma posso garantirvi che io non ho mai dato troppo peso al sesso mio… cantava Rino Gaetano). O cambia sesso, non riconoscendosi nel genere di nascita.

Tutto qui. Sic et simpliciter.

Lo capirebbe anche un bambino.

Avere delle opinioni non significa farsene scudo per denigrare chi percepiamo come diverso (diverso perché??? Per chì???).

bandiera arcobaleno

Tutto il resto è noia, avrebbe detto Califano, nonché polemica inutile.

L’articolo 3 della Costituzione non sancisce il diritto di emarginare, offendere, umiliare alcuno/a. 

La Costituzione è una cosa seria, non è roba da post fascisti e leghisti antropologicamente allergici a qualsivoglia diritto civile.

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