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Lento è l’amore, impara ragazzo mio

Chissà quanti padri o madri avranno pronunciato queste parole al proprio figlio: "Lento è l’amore, ragazzo mio".
Chissà quanti padri o madri avranno pronunciato queste parole al proprio figlio: "Lento è l’amore, ragazzo mio".

“Lento è l’amore, impara, ragazzo mio”.

Chissà quanti padri o madri avranno pronunciato queste parole al proprio figlio.

lento

Le parole portano lontano

Partiamo da un’altezza letteraria. Milosz è il nostro mentore.

Oscar Vladislas Milosz è l’autore di un dramma di inimmaginabile bellezza: Miguel Mañara (1957).

Un’anima vasta e inquieta, Mañara, confessa le sue colpe all’Abate, rocciosa e umile figura di uomo di Dio. Miguel non ne può più dei ritmi quotidiani e, nel suo titanismo incontrollato, vuole tutto e subito.

Niente di nuovo sotto il sole: la storia di sempre. Tutto e subito.

Il tempo deve servire i nostri appetiti e niente farci mancare, né ora, né mai. Ma così non è.

L’Abate lo sa e parla:

“L’amore e la precipitazione non vanno d’accordo, Mañara. È dalla pazienza che si misura l’amore. Un passo uguale e sicuro: è questa l’andatura dell’amore, che cammini fra due siepi di gelsomino, al braccio di una fanciulla, o da solo tra due file di tombe. Pazienza. Non siete venuto qui, signore, per essere torturato. La vita è lunga qui. Occorre un’infanzia e un’educazione, una giovinezza e un insegnamento, una maturità curiosa del giusto peso delle cose e una lenta vecchiaia innamorata della tomba. Con quale prudenza dobbiamo dunque muoverci!”.

Mañara vuole entrare in monastero. Per amore. Ma dell’amore non sa niente.

Non ci vuole la maiuscola, nell’amore, si tratta di un rito quotidiano votato ad espandere ciò che, in natura, è minimo dettaglio, sì, anche il cuore.

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“Un passo uguale e sicuro”.

Lentezza nell’affondo del passo, il terreno può essere instabile, ma il cuore ha la sua chance e la saprà sfruttare.

L’Abate lo sa, per esperienza. Non c’è differenza, nella vita: in compagnia della tua donna o in processione dietro la bara di tuo padre, tutto è amore, se capisci l’essenziale:

“l’amore e la precipitazione non vanno d’accordo”.

Il dolce giogo dell’amore

“Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero” (Mt 11,25-30).

C’è un giogo da portare, nella vita, sì, ma è dolce. Il carico è leggero.

Sono parole del Vangelo, che rispecchiano, nel dettaglio, ciò che di più materico esiste nella vita. Il polo generativo che sembra opporsi all’amore si chiama sacrificio.

La potenza che genera la vita ha un peso specifico: il sacrificio. Il potenziale, che si staglia, come un semilavorato, dalla potenza individuale, ha un bisogno vitale del sacrificio. Sacrum-facere: rendere sacro ogni gesto. Anche questo richiede tempo, lento passo, è il “festina lente”, affrettati lentamente.

Sì, ancora una volta, “l’amore e la precipitazione non vanno d’accordo”.

Affrettarsi significa giungere preparati all’appuntamento, ma non si tratta di precipitazione, è calibrazione ponderata di forza, energia e potenza. Il potenziale umano cresce così, provare per credere.

Non arrivano i risultati?

Tutto è fatica e interminabile cammino?

La meta è troppo lontana?

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Ecco i chiodi dell’amore e la grandezza del giogo, a rendere la materia del sacrificio un codice nuovo di umanità. Lento è l’amore, ragazzo mio. Il peso dell’amore nasce da un’offerta, come la prima offerta, il seno della madre che riempie di vita un minuscolo essere destinato ad essere ciò che oggi sei: perché la vita nasce da quest’offerta. E ce n’è per tutti.

L’economia si illude di aver chiuso la partita con la sentenza scolpita sul bronzo delle civiltà: non ce n’è per tutti.

Il martirologio non ufficiale del mondo è tutto qui, nella scarsità: c’è chi ne ha troppo e chi non ne ha affatto. Ma non è vero.

Ancora una volta il Vangelo riscrive la storia materiale della civiltà e la firma con il sangue dell’amore:

“Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).

Amore e precipitazione non vanno d’accordo, perché è lento il cammino della crescita. Lento, sì, ma esponenziale. Come con gli operatori in aritmetica: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione.

La realtà si espande e si contrae, dividendosi in mille imitazioni, è vero, ma segue il corso dell’amore. Fu così, anche sulla croce, quel giorno, ed è così, per noi, oggi. Ora lo sai.

Lento è l’amore, ragazzo mio.

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