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Estinzione: gli animali non torneranno più

L'estinzione è un processo ciclico e graduale e finora sulla Terra ci sono state cinque grandi estinzioni di massa.
L'estinzione è un processo ciclico e graduale e finora sulla Terra ci sono state cinque grandi estinzioni di massa.

L’estinzione è un processo ciclico e graduale.

Finora sulla Terra ci sono state cinque grandi estinzioni di massa.

La prima si verificò a cavallo tra il periodo Ordoviciano e Siluriano circa 450 milioni di anni fa.

Fu provocata probabilmente da una glaciazione, ma alcuni scienziati suggeriscono anche la possibilità dell’esplosione di una supernova nelle vicinanze del sistema solare.

Questa catastrofe causò l’estinzione della maggior parte della vita animale e vegetale di allora, e si salvò solo una parte della fauna che viveva nelle profondità marine.

La seconda estinzione avvenne durante il Devoniano superiore, forse per la caduta di una serie di asteroidi, 377 milioni di anni fa, e avvenne in maniera graduale: ci impiegò 3 milioni di anni per concludersi. Anche qui, sparirono quasi tutte le forme di vita terrestri e marine.

estinzione

La terza estinzione avvenne nel Permiano-Triassico, 252 milioni di anni fa, forse per un meteorite o per le conseguenze di una intensissima attività vulcanica che aumentò a dismisura l’anidride carbonica e causò la morte per asfissia del 50% delle specie animali ed il 96% delle fauna marina.

La quarta estinzione avvenne 203 milioni di anni fa nel Triassico-Giurassico a causa di forti variazioni climatiche che portarono al surriscaldamento globale e all’estinzione del 76% degli esseri viventi. 

La quinta è più nota delle estinzioni di massa fu quella del Cretaceo-Paleocene avvenuta 66 milioni di anni e portò all’estinzione dei dinosauri e del 76% degli esseri viventi. Probabilmente, anche questa estinzione fu causata da un grande meteorite.

E adesso, siamo all’interno di una sesta estinzione.

Non ne abbiamo coscienza perché i tempi di un’estinzione, se non sono conseguenti ad un meteorite che si abbatte su di noi, è qualcosa che avviene impercettibilmente ogni giorno, ogni anno, ogni millennio.

Piano piano la vita delle altre specie animali (e vegetali) sta arrivando alla fine.

Lentamente spariscono per mancanza di territorio dove vivere, perché decimante per essere cibo, o perché occupano un territorio che vogliano noi.

Lentamente, tutte le specie si stanno estinguendo.

Tutte tranne quelle che noi abbiamo modificato per farne la nostra alimentazione o i nostri compagni di gioco: galline, mucche, cani, gatti, ecc..

Questa volta (gli analisti non hanno dubbi) pur essendoci sicuramente in atto dei ciclici cambiamenti nell’ecologia del pianeta, noi siamo i maggiori responsabili dell’accelerazione di questo processo di estinzione.

Le indagini effettuate dimostrano che già più del 50% degli animali che un tempo vivevano sulla Terra è scomparso, ed il processo sembra avvicinarsi sempre più velocemente ad un punto di non ritorno.

Cosa succederà alla fine di questa ennesima estinzione?

Se in tutte le altre estinzioni, la natura lentamente si è riappropriata del pianeta ed ha fatto risorgere nuove specie che l’hanno ripopolato, questo potrebbe non succedere più.

Ogni specie ha bisogno di molto tempo per evolvere e trovare il suo posto nell’ecologia dell’ambiente in cui vive; e ogni specie, lottando, generazione dopo generazione, trova una sua propria forma e una sua propria capacità di gestire la lotta per la sopravvivenza.

Ogni specie è diventata quella che è adattando il proprio corpo alle sfide che l’attendono, ma ci ha impiegato centinai di migliaia di anni.

Così ha continuato ad essere fino a quando è arrivato l’uomo sapiens, circa 300.000 anni fa.

Fino ad allora, le piccole comunità di ominidi che l’avevano preceduto, vivevano quasi in simbiosi con le altre specie; ma l’homo sapiens, aveva qualcosa di più, aveva delle capacità mentali uniche, e questo ha fatto la differenza.

estinzione

Il suo bisogno di espansione portava ovunque l’allontanamento, l’addomesticamento e l’abbattimento di chi abitava quel territorio prima di lui. Non era dovuto a cattiveria, ma ad esigenza di sopravvivenza, bisogno di possedere quel territorio.

Adesso, immaginiamo che il processo di estinzione prosegua: le specie svaniranno, una dopo l’altra, tranne quelle che saranno utili.

I grandi animali spariranno, non riusciranno a sopravvivere senza un territorio adeguato, una protezione adeguata, e solo in riserve definite dall’uomo. Ma queste riserve, rallenteranno soltanto l’inevitabile estinzione.

Si salverà solo qualche mammifero più piccolo e poco fastidioso. Qualche rettile, gli insetti, qualche animale marino abissale.

Ci stiamo avvicinando ad un mondo senza più alcuna varietà, un’unica specie vivente, l’homo sapiens.

…e se arrivasse un meteorite?

Nella disperazione della visione di questo dramma, immaginiamo allora una bella catastrofe, un meteorite che distrugge tutto.

Quasi tutti gli esseri umani moriranno; se ne salveranno solo poche centinaia di migliaia probabilmente scelti, per la maggior parte, per opportunità politiche o economiche.

Eppure, anche in questo caso, non ci sarà scampo per gli altri animali.

L’homo sapiens ha impiegato poche decine di migliaia di anni per espandersi e popolare tutto il globo, e questo è ciò che succederà di nuovo: vista la nostra capacità tecnica che non dovremo reimparare ex novo, in poche migliaia di anni, saremo di nuovo padroni del mondo.

Ma per evolvere, le altre specie avranno bisogno di centinaia di migliaia di anni; come potranno riuscirci con accanto una specie che (forse anche involontariamente) non gli darà il tempo di evolvere?

Forse, in qualche foresta lontana, impervia e poco interessante economicamente, e nelle profondità marine, qualche animale riuscirà nel suo intento di modificarsi a sufficienza per esistere egualmente; ma accanto a noi, vicino alle nostre comunità, vicino ai nostri terreni coltivati, nelle nostre nuove megalopoli, potranno esistere ed evolvere solo pochi e piccoli mammiferi.

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Da questa ultima estinzione, non nascerà più alcun animale oltre quelli che deciderà l’uomo.

Vi sembra abbastanza pauroso?

Lo spero.

Perché qualcosa lo possiamo ancora fare, possiamo ancora costruire un mondo vario e vitale, ma dobbiamo cambiare radicalmente il nostro modo di vivere e il nostro modo di pensare.

E’ una sfida difficile, ma non impossibile.

Ce la possiamo fare, o meglio, sarà bene che ci riusciamo, altrimenti ….

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