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Sessualità: invecchiare facendo all’amore

Fino a che età si può avere una buona vita sessuale? Fino all’ultimo respiro, non vi è data di scadenza per vivere una sessualità appagante.
Fino a che età si può avere una buona vita sessuale? Fino all’ultimo respiro, non vi è data di scadenza per vivere una sessualità appagante.

Fino a che età si può avere una buona sessualità?

Questa domanda mi vien fatta spesso e la mia risposta è sempre: fino all’ultimo respiro.

Non vi è data di scadenza né per la sessualità né per l’amore anche se ci hanno insegnato il contrario.

sessualità

La sessualità non è quella roba per cui il nostri genitali si incontrano per un atavico richiamo incontenibile.

Al massimo quella è la copula.

Questa in effetti può andare a scemare man mano che invecchiamo perché risponde non al bisogno di comunicazione, relazione, scoperta e unione della sessualità ma al bisogno di procreare e a un certo punto o abbiamo dato o biologicamente ci vien messo un limite.

La sessualità è un processo umano scandito dal cambiamento

La sessualità però non risponde al richiamo riproduttivo, o meglio non solo.

Quella umana è un complesso ambito della vita che coinvolge il corpo, la psiche ma anche il sociale e di questi tre ambiti tocca potenzialmente ogni sfumatura.

È un processo e in quanto tale è dinamico, cambia.

Molto spesso le persone rimangono perplesse dalla mia prima risposta e mi dicono cose del tipo:

“Dottoressa sì ma il ragazzo qua sotto non risponde più come prima”

“Lei dottoressa dice bene ma sa dalla menopausa io non son più pronta come prima”

Come vedete le contestazioni son tutte genitali, son tutte legate all’unico tipo di sessualità e di piacere che ci vien raccontato, per il quale ci educano (se di educazione si può parlare).

sessualità

Certo che se a 50 anni vi aspettate una prestazione fisica di qualsiasi tipo pari a quando ne avevate 20 rimarrete delusi.

La sessualità a 80 anni dipende, come ogni altro aspetto della vostra vita, da come vivete e accompagnate il cambiamento nell’arco della vostra vita.

Sarà con voi fino alla fine dei vostri giorni in modo appagante a seconda di come l’avrete educata e curata in tutte le fasi della vostra vita.

Per cui se chi legge ha 20, 30, o 40 anni sappia che è bene pensarci ora così come vi curate di qualsiasi altro aspetto di salute, relazione e crescita personale.

Se siete più vecchi sappiate che non tutto è perso.

Non è che se avete mangiato male fino a 50 anni ed ora avete l’iperglicemia vi date per vinti vero? Ecco vale la stessa cosa per la sessualità.

Una buona vita sessuale con i peli bianchi richiede almeno tre cose

  • Una consapevolezza corporea che si sviluppa con l’esplorazione del proprio corpo, la cura dell’igiene e della salute, una buona alimentazione e la capacità di valorizzare ogni cambiamento. Ogni piega, ogni grinza, ogni pelle lassa raccontano una storia se la facciamo parlare. La lotta per l’eterna giovinezza corporea non è quello che ci serve. Quello che ci serve è la saggezza del corpo che con l’età può addirittura rendere l’incontro erotico qualitativamente più alto rispetto alla giovinezza.
  • La voglia di non dare sé stessi per “arrivati” e ancor meno per sconfitti. La sessualità richiede una mente curiosa e che non si dia per scontata. Allenare la mente significa fare esperienze di piacere come letture nuove, viaggi, cene, gruppi ludici e incontri amorosi. Un ottimo esercizio per la mente è inscriversi ogni anno a un corso nuovo che sia per imparare una lingua, per ricerca personale, per imparare a giocare a bocce. La sessualità è una esperienza di vitalità e se rimaniamo sul divano ad aspettare la nostra fine di certo non ne trarrà beneficio.
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  • Sentirsi utili. Una degli aspetti sociali più mortificanti anche per la sessualità è che quando smetti di produrre ti rottamano. Al massimo puoi essere ancora utile come baby-sitter se hai nipoti. Questa logica performativa che ti dice che vali solo se produci, se sprizzi forza e bellezza soda da ogni poro è la stessa che relega la sessualità alla giovinezza e ai genitali. Sentirsi utili non vuol dire produrre. Vuol dire avere ancora degli obiettivi e poterli condividere con gli altri. Siamo animali relazionali dopo tutto. Raccontare storie nella biblioteca comunale non è un atto produttivo ma, solo come esempio, è socialmente utile. Rivendicare gli spazi sociali di cui da anziani abbiamo diritto è anche questa una battaglia per sentirsi utili.

L’educazione sessuale per i giovani è cosa rara, quella per gli anziani è quasi impensabile.

Ma io sono una sognatrice anche perché so che i sogni sono l’ingrediente principale della vita erotica a cui tengo particolarmente.

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Anna Bernardi
Dal 1996 sono Infermiera e già dai primi anni di lavoro mi sono accorta che la parte che amavo coltivare del lavoro era quella relazionale La mia curiosità mi ha spinta verso lo studio di modi differenti e integrati del prendersi cura delle persone e il mio incontro con la Dott.ssa Balconi Loredana e il Dott. Alessandro Quadernucci e la loro Accademia del NEI(Integrazione Neuroemozionale) prima, e poi con la Dott.ssa Milena Screm e il suo modello di Breathwork e counseling a mediazione corporea  mi hanno permesso di dare forma e sostanza professionale a questa mia passione. Fra i mille corsi più o meno lunghi di mindfulness, gestione del dolore, comunicazione, master per conduzione di gruppi e gestione delle coppie in counseling ho incontrato la sessuologia che ho approfondito presso una delle più vecchie scuole di sessuologia, il CIS-Centro Italiano di Sessuologia., dove ho conseguito il titolo di Consulente sessuale dando struttura e sostegno a un ambito di cui mi occupavo da anni come professionista e come persona.