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Essere colti (finalmente) fa figo!

Essere intelligenti, colti o letterati ed essere fighi, alla moda o trendy sono concetti che spesso non camminano insieme. Poi arriva lui Alberto Angela, l'Albertone nazionale, e tutto cambia.
Essere intelligenti, colti o letterati ed essere fighi, alla moda o trendy sono concetti che spesso non camminano insieme. Poi arriva lui Alberto Angela, l'Albertone nazionale, e tutto cambia.

Essere intelligenti, colti o letterati ed essere fighi, alla moda o trendy sono concetti che spesso non camminano insieme.

Poi arriva lui.

Alberto Angela, l’Albertone nazionale, e tutto cambia.

colti alberto angela

Già perché è bastato un post su Facebook nel quale annunciava il suo nuovo libro a scatenare i fan e i social.

Che io sia un suo sostenitore lo sapete già, non a caso avevo già scritto un articolo su di lui e sulla sua capacità di rappresentare un modello di intelligenza da seguire.

Quindi quando vedo i social che si scaldano per una sua nuova pubblicazione sono solo contento perché rappresenta perfettamente come essere colti può essere cool o di tendenza.

L’ultimo giorno di Roma

Questo è il titolo della nuova fatica del divulgatore scientifico più conosciuto in Italia.

Un libro che uscirà il 24 Novembre e che sarà il capostipite di una trilogia incentrata su uno dei momenti più importanti della nostra storia.

Dal post pubblicato sul suo profilo ufficiale Angela fa trapelare alcune cose interessanti:

L’argomento della trilogia sarà l’epoca di Nerone e l’incendio di Roma del 64 d.C..

Il primo volume parlerà di Roma prima dell’incendio, una Roma “povera” con case di legno, vicoli tortuosi e quindi molto lontana dallo sfarzo dei marmi che conosciamo oggi.

Se poi volete sapere altro.. beh comprate il libro (come farà il sottoscritto).

Come chicca vi consiglio di leggere il post che ha scritto Alberto Angela come presentazione, perchè credo che vi farà venire ancora più voglia di leggere il libro.

Nel post lui stesso descrive il momento della scrittura e si può intuire come non sarà un libro normale, ma un viaggio nella Roma del passato.

Ho usato la penna come la telecamera:

seguendo i loro passi e utilizzando i loro occhi, ho provato a farvi respirare le atmosfere di allora, immaginando quello che avreste potuto vedere e sentire in giro per la città nelle ore immediatamente precedenti la catastrofe

Alberto Angela

Davanti a parole così mi vengono in mente solo due cose:

  • la prima è che abbiamo bisogno di più persone come lui per ricordarci le nostre radici e non scordarci come siamo arrivati fin qua
  • la seconda è che se nemmeno lui, con il suo fascino intellettuale e la sua aria da persona normale, riesce a far interessare gli italiani siamo davvero messi male

Essere colti fa figo

In un momento storico dove chi studia e si interessa sembra quasi essere messo da parte, vedere chi riesce a ribaltare la situazione fa sempre bene al cuore.

Se poi questa persona riesce ad essere apprezzato nazionalmente e non solo da una nicchia, questo è anche meglio.

Alberto Angela riesce ad essere un ottimo esempio di come dovrebbero essere i riferimenti corretti dei nostri giovani.

colti alberto angela

Siamo ancora lontani da un mondo ideale dove i ragazzi hanno i poster degli scienziati e non dei tronasti attaccati al muro delle camerette.

Mi piacerebbe vedere sui social i profili dei giovani e meno giovani ricercatori pieni di follower.

E sogno discussioni interiori su che programma seguire la sera, per la grande disponibilità di palinsesti stimolanti.

Perchè vi dico questo?

Perchè troppo spesso vedo ignoranza e supponenza farla da padrone.

Colti vs ignoranti

Chiudo con un pensiero che riflette il senso di questo articolo.

La maggior parte delle innovazioni tecnologiche che potrebbero salvare questo mondo e il nostro stile di vita sono pensate e costruite da ragazzi.

Gli stessi che trattiamo come stupidi perché “poverini sono ancora dei ragazzi” oppure “questi sono lavori da adulti”.

Oppure pensiamo a tutti gli operatori sanitari che da quasi un anno stanno lottando contro il Covid, senza mai aver avuto momenti di pausa o di vacanza, e che sono spesso anche sottopagati.

Pensiamo al fatto che prima li chiamavamo eroi per poi disconoscerli ed insultarli perché “siamo in una dittatura sanitaria”.

Ragioniamo sul fatto che ci sono persone che continuano a fare la loro vita normale perchè tanto “il covid non esiste” mentre noi rimaniamo chiusi in casa lockdown dopo lockdown.

Sogno gli Oscar per gli intellettuali dell’anno, le passerelle per i ricercatori e una busta paga gonfia per tutti quelli che non permettono all’ignoranza di avanzare.

Anche se con l’aria che tira, i roghi di libri e l’olio di ricino sembrano voler tornare molto di moda.

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Michele Quadernucci
Laureato in Sviluppo economico, Cooperazione internazionale e Gestione dei conflitti presso l’Università degli Studi di Firenze, ha ampliato le sue competenze con un diploma triennale di Counseling psicosomatico ad indirizzo comunicativo, olistico, integrato. Ha proseguito le sue formazioni nel campo della formazione e del benessere ottenendo l’Internazional NLP Coaching Certification di Grinder, Bostic e Frausin e diventando formatore nell’uso delle LifeSkills. Lavora per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva nel contesto educativo e formativo, usando la gestione dello stress e delle emozioni come base per una didattica innovativa; negli anni ha sviluppato modelli di lavoro sulle emozioni e sulla didattica legati alle LifeSkills e all’intelligenza emotiva, che permettono di ottenere risultati eccellenti, ecologici e ripetibili.