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Figli o non figli: una scelta che attraversa ogni generazione

Figli o non figli, questo è il dilemma. Sorgono dubbi, domande e il bisogno di controllare questo evento della vita si fa sempre più forte.
Figli o non figli, questo è il dilemma. Sorgono dubbi, domande e il bisogno di controllare questo evento della vita si fa sempre più forte.

Figli o non figli: una scelta importante.

Possiamo affermare che nasciamo ancora prima di nascere.

Ognuno di noi risponde a delle aspettative provenienti sia dalla propria famiglia di origine sia dal contesto storico e sociale nel quale si trova a vivere.

Un “Noi” come figli, come individui, come membri di una coppia e come genitori.

figli

Le nostre identità e i nostri ruoli sono molti ed ogni esperienza e relazione le co-costruisce.

Le nostre fantasie e progettualità sono spesso legate alla storia di vita, all’infanzia e diventano quei desideri e bisogni che guideranno i pensieri e le scelte di ognuno.

Si pone qui, una riflessione che potenzialmente ingaggia ognuno di noi:

“Figli o non figli, è questo il dilemma!”

Fino al momento in cui non si decide di avere un bambino si hanno rapporti sessuali con un certo timore, consapevoli o meno, di poter avere un figlio.

Ogni epoca storica ha affrontato il tema della riproduzione, genitorialità e generatività.

Dall’ottocento in poi (epoca in cui si è concretizzata la necessità di un controllo maggiore delle nascite), con il susseguirsi delle epoche storiche, sono stati utilizzati vari metodi contraccettivi: dal profilattico al conto dei giorni del periodo mestruale, dal coito interrotto alla pillola etc.

Ogni società porta con sè un “compito”: una coppia deve generare dei figli per continuare lo sviluppo della specie e la sua evoluzione.

Chi per varie problematiche non riesce a far suo e a rispondere a questo mandato viene visto incompleto e viene additato con innumerevoli pregiudizi.

La genitorialità, un tempo vissuta come una normale, e come tappa obbligatoria per una coppia e affidata alla casualità o al destino, oggi è sempre più stabilita da una scelta condivisa e quanto più programmata nella vita di coppia.

Questa scelta, tuttavia, ha assunto diverse forme ed è spesso rimandata nel tempo, date le difficili condizioni della contemporaneità, e a volte coincide, per le donne, con l’arrivo del limite biologico.

Il desiderio di avere un bambino è stato sostituito dalla volontà di fare un bambino, centrata sull’autodeterminazione, l’autosufficienza narcisistica, la negazione della dipendenza.

Vegetti Finzi

In internet si trovano una moltitudine di siti e articoli per verificare se si è pronti, all’altezza o se si abbiano le caratteristiche per procreare.

figli

Da dove nasce questo bisogno?

Dove nasce questa necessità di sapere se si hanno le caratteristiche per fare dei figli?

Un passaggio fondamentale, in seguito a dei cambiamenti sociali e all’avvento dei metodi contraccettivi, è stato il poter considerare la procreazione allo stesso livello di altri progetti di vita e della loro pianificazione perdendo la sua dimensione di Dono.

Ognuno attribuisce alla maternità e alla paternità differenti significati.

Le motivazioni sottostanti la decisione di avere un figlio o che possono far crescere il desiderio di genitorialità sono molteplici, individuali e relazionali; queste sono spesso legate alla storia di vita e a modelli di attaccamento (sicuro, ambivalente ed evitante) appartenenti alla storia relazionale di ciascun partner.

Motivazioni date dalla propria condizione lavorativa, economica e sociale quindi più legata a questioni materiali.

Motivazioni strumentali, per risolvere problemi di coppia o per curare un vuoto nato da una perdita personale.

Ci sono altri casi in cui tutto ciò non é programmato né strumentale ma mero evento naturale, al di là di questioni materiali; dettato dal destino e da una imprevedibilità che fa parte stessa della vita.

Fertilità e fecondità

A volte mettere al mondo un figlio lo si rimanda talmente tanto da essere troppo tardi o ai limiti dell’età fertile e, in questi casi, si assiste sempre più spesso a una diagnosi di infertilità. (S. Bernardi)

Al calo delle donne in età fertile si è associato anche il calo dell’indice di fecondità. Si è stimato che negli ultimi 100 anni a causa del cambiamento negli stili di vita, fattori di stress, inquinamento, alimentazione etc. l’indice di fecondità sia calato drasticamente nella popolazione sia maschile che femminile.

In italia si stima che circa 30 – 40.000 coppie all’anno si rivolgano al medico per una problematica di infertitlità o difficoltà di concepimento.

Per quanto le nuove scoperte scientifiche e le pratiche mediche stiano mostrando nuovi orizzonti per il concepimento, non dobbiamo dimenticare le nostre basi biologiche e gli innumerevoli sforzi a cui siamo soggetti ogni giorno.

figli

Per dare un imput rispetto a questo argomento possiamo far fede ad alcune statistiche.

La maggior fertilità si ha tra i 20 e 24 anni, dopo i 30 anni la probabilità diminuisce del 3,5% all’anno.

A 35 anni si ha il 50% di probabilità di concepire rispetto ai 25 anni. Dopo i 37 anni la fertilità è sensibilmente ridotta e aumentano i rischi di aborto, anomalie cromosomiche o di altre complicazioni durante la gravidanza che andranno ad influenzare, per sempre, la coppia.

Ogni coppia ne deve parlare e, prima di ogni altra cosa, ognuno dovrebbe interrogarsi in prima persona.

Quando lo si vive, lo si pensa, lo si descrive si sviluppa la consapevolezza di questa esperienza e si possono prendere delle scelte.

S. Bernardi

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