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Il tempo per fare all’amore

Fare all’amore con lentezza è un atto rivoluzionario perciò prendiamoci i nostri tempi e spazi per dedicarci a quest'attività.
Fare all’amore con lentezza è un atto rivoluzionario perciò prendiamoci i nostri tempi e spazi per dedicarci a quest'attività.

In un articolo di GQ Italia del 2017, ritornato alla ribalta in questi giorni sui social, sì dice che in un paese svedese di 2000 abitanti si avanza la proposta di uscire un’ora prima dal lavoro per fare all’amore.

La proposta provocatoria mi permette di riflettere sul fatto che spesso noi facciamo all’amore, quando lo facciamo, di fretta e malamente.

amore

Più che dare forma e vita a un desiderio appaghiamo un bisogno privandoci di una grande fetta di piacere e confondendo spesso il coito con la sessualità.

Fare all’amore con lentezza è un atto rivoluzionario

In tempi sempre di corsa, in cui la prestazione è un must sociale, l’arte amatoria o meglio le arti amatorie possono diventare un momento quasi rivoluzionario.

Come ho scritto spesso la sessualità non è il coito e fare all’amore non è l’atto dell’incontro di genitali ma e un momento di incontro con l’altra persona, con se stessi, con le proprie emozioni e coi propri modelli relazionali oltre che col corpo proprio e altrui.

Per fare questo è necessario poter avere del tempo privo di pensieri esterni, di incombenze urgenti che ci distolgano dal dedicarci in modo esclusivo a questa attività.

Fondamentalmente una buona sessualità, soprattutto una buona sessualità protratta nel tempo, richiede un atto di volontà e di cura che a sua volta è incompatibile con la fretta.

La sessualità può essere un luogo rieducativo della lentezza

Per organizzare una serata speciale ci vuole il tempo per pensarla, per costruirla e per viverla.

Per entrare in intimità, per abbandonarsi al piacere, alle sensazioni tattili, alle emozioni, occorre il tempo di farsi le carezze, il tempo per guardare l’altra persona, il tempo per assaporare odori e sapori, il tempo insomma che ci permette di fantasticare alimentando il desiderio, di abbandonarci ai cinque sensi per accrescere l’eccitazione, e il tempo di abbandonarsi al piacere sia nell’acme che in quella fase di riposo e abbandono post orgasmica fatta si emozioni dense e intense.

amore

Ricordiamoci che la sessualità è una attività umana che ha una grande influenza sugli aspetti psichici e fisici ma anche sociali della persona.

In una società dove ci si riempie la bocca con la parola benessere e con la parola prevenzione occorrerebbe investire non solo in termini di risorse economiche ma anche di tempo.

Un tempo liberato in cui ci si possa dedicare alla scoperta dei desideri, al prendersi cura del proprio piacere a 360 gradi e in cui si possa passare dalla copula al fare all’amore.

Dubito che ci daranno un tempo formale per fare all’amore e forse non è neppure necessario.

Di certo possiamo decidere che una parte del nostro tempo lo dedichiamo con un atto di volontà alla sessualità spaziando nei suoi vari aspetti a noi noti o ignoti.

Sperimentiamo l’amore

Possiamo decidere, per esempio, che una cene alla settimana sarà una cena dedicata alla sensualità e alla sensorialità scegliendo i cibi, preparando l’ambiente e noi a questo evento. Non è necessario mirare al coito ma è necessario mirare al piacere spegnendo televisione, cellulari, distrazioni.

Possiamo decidere che una domenica mattina al mese la dedichiamo, “cascasse il mondo”, alla scoperta dei sensi con carezze prolungate abbinate magari a musica che amiamo e oli edibili da assaporare sulla pelle di chi è con noi.

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Possiamo decidere che ci si prende del tempo con chi amiamo per una gita fuori porta, magari immersi nella natura; o per una visita a un museo, un cinema o, ora che siamo chiusi in casa, per fare insieme on line un corso, ascoltare una conferenza, vederci un film insieme, fare un workshop di tantra.

Il desiderio e il piacere erotico si alimentano con il piacere e il desiderio per la vita.

Se c’è una cosa che spetta a noi e noi soltanto è la scelta di come usare gli spazi di tempo liberi dal lavoro e a quale velocità.

Fare all’amore è una buona possibilità.

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Anna Bernardi
Dal 1996 sono Infermiera e già dai primi anni di lavoro mi sono accorta che la parte che amavo coltivare del lavoro era quella relazionale La mia curiosità mi ha spinta verso lo studio di modi differenti e integrati del prendersi cura delle persone e il mio incontro con la Dott.ssa Balconi Loredana e il Dott. Alessandro Quadernucci e la loro Accademia del NEI(Integrazione Neuroemozionale) prima, e poi con la Dott.ssa Milena Screm e il suo modello di Breathwork e counseling a mediazione corporea  mi hanno permesso di dare forma e sostanza professionale a questa mia passione. Fra i mille corsi più o meno lunghi di mindfulness, gestione del dolore, comunicazione, master per conduzione di gruppi e gestione delle coppie in counseling ho incontrato la sessuologia che ho approfondito presso una delle più vecchie scuole di sessuologia, il CIS-Centro Italiano di Sessuologia., dove ho conseguito il titolo di Consulente sessuale dando struttura e sostegno a un ambito di cui mi occupavo da anni come professionista e come persona.