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La priorità politica scavalca la realtà.

Oggi voglio affrontare il tema delle priorità politiche, perché stiamo assistendo a vari esempi di come la politica sia più richiesta della realtà.
Oggi voglio affrontare il tema delle priorità politiche, perché stiamo assistendo a vari esempi di come la politica sia più richiesta della realtà.

Oggi voglio affrontare il tema delle priorità politiche, perché stiamo assistendo a vari esempi di come la politica sia più richiesta della realtà.

Che voglio dire?

Semplicemente che, come spesso accade, la politica sembra essersi scordata della realtà che la circonda.

Sono sempre stato convinto che la politica dovrebbe essere l’espressione delle richieste dei cittadini, ma spesso non è così.

Spesso la politica è l’espressione di richieste, che sempre più spesso provengono dalle élite e dai loro interessi.

Una crisi senza senso, di priorità.

Non voglio fare politica, ma analizzare gli eventi per comprenderne le motivazioni.

Perché solo comprendendo queste si può evitare di fare… vabbè non fatemi continuare.

Non voglio giudicare la scelta di Renzi e dei suoi seguaci di aver fatto crollare il governo, mi chiedo solo una cosa:

In un momento del genere, con una pandemia che non accenna a fermarsi e una situazione economia drammatica davvero non esistono priorità?

Cioè, in realtà esistono delle priorità e hanno portato a delle scelte precise, ma come spesso accade le priorità della popolazione e quelle del potere non vanno d’accordo.

In un momento del genere sarebbe normale ed auspicabile poter mettere da parte visioni diverse e prese di posizione per tutelare i cittadini.

Speravo davvero di vedere una classe politica “sana” che metteva le persone prima degli interessi, ma non sembra che sia andata così.

Se però guardiamo la situazione da un punto di vista diverso possiamo comprendere varie cose.

Le priorità sono di per sé dei costrutti cognitivi che costruiamo in noi attraverso quelli che sono i nostri valori.

Quindi le scelte fatte sono sempre espressione delle priorità personali; forse per Renzi e i suoi era più prioritario far rispettare la propria posizione che far continuare un esperienza politica lontana da loro.

Con questo voglio dire che quando ci scagliamo contro qualcuno perché ha fatto scelte, secondo noi, assurde dobbiamo sempre tenere presente che ognuno ha una visione del mondo diversa e personale.

Se non comprendiamo questo ogni relazione con altri sarà basata su una struttura conflittuale.

Il potere alla fine uscirà sempre vincitore.

Conoscere queste cose è fondamentale quando si cerca di dare un senso al comportamento di qualcuno.

Detto questo però ci sono delle scelte che proprio non capisco!

O per dirlo meglio, quando il potere vuole una cosa non c’è priorità sociale che tenga.

Ripeto il retroscena:

Durante una pandemia che miete vittime ogni giorno e una crisi economica che sta spazzando via la classe media qualunque azione politica rivolta ad altro diventa molto discutibile.

Trovo davvero inaccettabile anteporre il potere al benessere sociale.

Poi sicuramente tantissime voci mi attecchiranno dicendo che queste scelte sono SCELTE fatte per risolvere una situazione.

E sicuramente hanno ragione.

Voglio lasciarvi con una domanda.

Quanto le priorità delle persone possono essere anteposte al benessere sociale, o quanto uno stato dovrebbe mettere i cittadini e la loro salute al primo posto.

Sopra ogni cosa.

Ma ormai non mi illudo più.

Perché alla fine di tutto uno stato è l’espressione dei suoi cittadini.

Quindi quando vedo espressioni politiche come queste non mi interrogo su i politici che le mettono in atto ma sui cittadini che li hanno votati.

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Michele Quadernucci
Laureato in Sviluppo economico, Cooperazione internazionale e Gestione dei conflitti presso l’Università degli Studi di Firenze, ha ampliato le sue competenze con un diploma triennale di Counseling psicosomatico ad indirizzo comunicativo, olistico, integrato. Ha proseguito le sue formazioni nel campo della formazione e del benessere ottenendo l’Internazional NLP Coaching Certification di Grinder, Bostic e Frausin e diventando formatore nell’uso delle LifeSkills. Lavora per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva nel contesto educativo e formativo, usando la gestione dello stress e delle emozioni come base per una didattica innovativa; negli anni ha sviluppato modelli di lavoro sulle emozioni e sulla didattica legati alle LifeSkills e all’intelligenza emotiva, che permettono di ottenere risultati eccellenti, ecologici e ripetibili.