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Le “zone erogene” rimangono verdi

Un buon modo per aggiungere un pizzico di novità in camera da letto è l’esplorazione delle zone erogene. Buon viaggio!
Un buon modo per aggiungere un pizzico di novità in camera da letto è l’esplorazione delle zone erogene. Buon viaggio!

Almeno una zona verde ci rimane.

La scorsa settimana ho fatto un articolo sull’uso dei sex toys come strumento per aggiungere qualcosa di nuovo e di un po’ “piccante” alla nostra sessualità.

Ma, molto prima dei sex toys, un buon modo per aggiungere un pizzico di novità in camera da letto è l’esplorazione delle zone erogene.

Ora che non possiamo muoverci verso il fuori rivolgiamoci al dentro.

Le zone erogene le abbiamo tutti…e le abbiamo anche se siamo single, per cui sono un’ attività divertente per passare il tempo chiusi in casa.

zone erogene

Cosa sono e a cosa servono le zone erogene?

Le zone erogene sono zone del corpo che se stimolate dall’esterno producono eccitazione e piacere sessuale.

Mentre per i sex toys vi ho detto che possono poco sul calo del desiderio o su altre problematiche della sfera sessuale anche di lieve entità se non inseriti in un percorso ben strutturato, l’esplorazione delle zone erogene può essere un supporto efficace già da subito.

Come mai?

Esplorare da soli o nella relazione le zone erogene, specialmente quelle aspecifiche e potenziali, aumenta l’intimità, la conoscenza e obbliga al confronto e alla comunicazione sessuale. Tutte cose che, soprattutto in una relazione di lunga data, mancano parecchio o sono “incastrate” dalla routine.

Le zone potenziali sono zone del corpo lontane dalle zone genitali e tendenzialmente “neutre” che possono generare una serie di sensazioni piacevoli e influire sulle zone erogene primarie (tipo i genitali). 

Ne sono esempio l’interno dei gomiti, il retro delle ginocchia,

la zona dei reni, il retro delle orecchie,

l’interno dei polsi, l’ombelico e le zone subito circostanti, l’interno delle cosce. 

Queste zone possono essere stimolate con le mani, la bocca, il soffio ma anche con altri oggetti…i sex toys, per esempio, e per ciascuna zona si possono esercitare tocchi leggeri, lenti, più forti e veloci, per poco tempo o per lunghi periodi. 

Tutto sta a “come ci piace”.

zone erogene

Molto spesso non sappiamo davvero come ci piace essere stimolati e il mio consiglio è di provare, esplorare appunto, tutto il corpo e in tutti i modi. 

Non diamo per scontato noi stessi e le persone con cui facciamo all’amore.

Prima di fiondarci sui genitali, dunque, concediamo ogni volta un po’ di tempo alla sessualità non genitale andando a stimolare queste zone.

Le ricerche ci dicono che fare questo aumenta l’intimità, stimola il desiderio, migliora la comunicazione e sostiene la relazione, permette di mantenere una sessualità attiva e soddisfacente per tutto l’arco della vita.

La stimolazione delle zone erogene

Prepariamo il nostro ambiente per questa avventura con qualche profumo accattivante, una luce suadente e la musica che amiamo e giochiamo “al dottore” liberamente.

Partiamo dai capelli e dal cuoio capelluto ricordandoci che non stiamo facendo lo shampoo al partner ma lo stiamo scoprendo e lo stiamo stimolando, una piccola tiratina di capelli può essere piuttosto sexy.

Poi giù verso le orecchie ricordandoci che oltre alle mani abbiamo delle labbra e una lingua che qui son piuttosto bene accette.

E quando arriviamo al collo, come quando saremo sui polsi o dietro le ginocchia, possiamo anche premere un po’ le dita e sentire il battito che, si spera, sarà sensualmente accelerato e spesso bello pieno.

E ora via verso l’ombelico che credo non necessiti di nessuna indicazione.

Ma attenzione se mentre scendiamo passiamo per i capezzoli, ricordiamoci che le ricerche dicono che mentre l’areola e le zone limitrofe amano spesso un tocco leggero il capezzolo vero e proprio preferisce statisticamente di più un tocco deciso!

zone erogene

Abbiate pazienza e resistete alla tentazione dei genitali …l’attesa alimenta il desiderio! Fiondatevi sulle cosce magari facendo percepire l’alternanza di caldo e freddo, che qui pare essere particolarmente efficace, e non dimenticatevi di arrivare ai piedi che da sempre son legati alla seduzione e alla trasgressione.

Insomma, fate buon viaggio che siate soli o in compagnia e non scordatevi di una zona erogena spesso dimenticata.

Isabelle Allende dice:

Per le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto “G” è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo

ma io credo valga anche per gli uomini, perché il cervello è la prima zona erogena e il principale organo sessuale umano anche se spesso lo dimentichiamo.

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Anna Bernardi
Dal 1996 sono Infermiera e già dai primi anni di lavoro mi sono accorta che la parte che amavo coltivare del lavoro era quella relazionale La mia curiosità mi ha spinta verso lo studio di modi differenti e integrati del prendersi cura delle persone e il mio incontro con la Dott.ssa Balconi Loredana e il Dott. Alessandro Quadernucci e la loro Accademia del NEI(Integrazione Neuroemozionale) prima, e poi con la Dott.ssa Milena Screm e il suo modello di Breathwork e counseling a mediazione corporea  mi hanno permesso di dare forma e sostanza professionale a questa mia passione. Fra i mille corsi più o meno lunghi di mindfulness, gestione del dolore, comunicazione, master per conduzione di gruppi e gestione delle coppie in counseling ho incontrato la sessuologia che ho approfondito presso una delle più vecchie scuole di sessuologia, il CIS-Centro Italiano di Sessuologia., dove ho conseguito il titolo di Consulente sessuale dando struttura e sostegno a un ambito di cui mi occupavo da anni come professionista e come persona.